|
SINTESI DEL “QUADRO STORICO”
Questo libro non vuole, in nessun modo, essere un saggio storico ma solo
la rappresentazione di una storia, di tradizione orale, consumatasi, per la parte
centrale, nell’arco di circa tre mesi. Gli avvenimenti che corredano il nucleo della
vicenda sono invece tutti storicamente accertati e documentati. Altresì non vi
è alcun’intenzione di dare giudizi compiuti sui fatti intervenuti nel meridione
d’Italia in quei drammatici anni della seconda metà dell’Ottocento, soltanto l’occasione
di offrire, attraverso un racconto, la parziale e forzatamente schematica
visione della tragedia vissuta dal popolo di quelle terre.
Il 10 gennaio 1859 Vittorio Emanuele II di Savoia, re del Piemonte, intervenendo
ad una seduta del parlamento torinese, con buona dose di retorica e
per nascondere le sue mire espansionistiche, va a proclamare che da molteplici
popolazioni italiane si è levato “un grido di dolore”che chiede la liberazione da
tutti i regnanti in carica, nonché la conseguente unione di tali “addolorati popoli”
al piccolo regno sabaudo. In sintesi, il re, dietro il paravento di tanto belle
ed accorate parole, nella realtà sta annunciando l’avvio delle operazioni offensive
per realizzare un progetto ambizioso che affonda le sue radici in Inghilterra dove,
il progetto, ha avuto una sua lunga ed elaborata preparazione da parte di Lord
Palmerston, ministro della regina Vittoria e alto iniziato della massoneria.
Infatti la massoneria inglese, con a capo mister Albert Pike, da oltre una decina
di anni, aveva deciso di porre in cantiere un’operazione audace che doveva
portare l’Inghilterra, per fini espansionistici e commerciali, a possedere un affaccio
privilegiato sul Mediterraneo; non a caso in ballo v’erano due ottime ragioni:
l’affare del prezioso zolfo siciliano e, procedendo i lavori, la prossima apertura
presso Suez di un canale che diveniva d’importanza strategica per i commerci
con il Medio Oriente. 
|
 |
|